Ci sono due modi di chiedere un preventivo per un sito web.
Il primo è scrivere: «Vorrei un preventivo per un sito aziendale». Riceverete numeri incomparabili tra loro, perché ogni fornitore starà pensando un progetto diverso. Nella nostra esperienza, infatti, il problema raramente è il prezzo: quasi sempre cliente e fornitore stanno immaginando due siti completamente diversi.
Il secondo è arrivare con le idee chiare, formulare richieste precise e ottenere proposte realmente confrontabili. È lo stesso approccio utilizzato nelle gare d’appalto e nelle richieste di offerta tra aziende: quando tutti rispondono allo stesso capitolato, confrontare i preventivi diventa possibile. Per un sito web vale esattamente lo stesso principio.
Per aiutarvi a definire il progetto abbiamo raccolto venti domande. Le prime dieci servono a chiarire le vostre esigenze e i vostri obiettivi. Le altre dieci vi aiuteranno a valutare chi vi presenterà il preventivo e a confrontare le proposte su basi concrete.
Parte 1 — Le dieci domande da fare a voi stessi
Un buon preventivo nasce quasi sempre da una richiesta ben formulata. Prima di parlare di grafica, tecnologie o costi, è importante capire quali obiettivi dovrà raggiungere il sito, a chi si rivolgerà e quale ruolo avrà per la vostra azienda. Rispondere a queste dieci domande significa arrivare al primo incontro con le idee chiare e ottenere proposte molto più precise.
1. Cosa deve fare il sito, in una frase?
“Vogliamo farci trovare da chi cerca il nostro servizio in zona e ricevere richieste di sopralluogo”. Questo è un obiettivo. “Essere presenti online” non lo è.
2. Chi sono i visitatori che vi interessano?
Privati o aziende, tecnici o decisori, italiani o esteri, persone che vi conoscono già o che vi scoprono adesso. Cambia il linguaggio, la struttura, perfino le funzionalità.
3. Come vi trovano oggi i clienti e come vorreste vi trovassero domani?
Passaparola, fiere, Google, social, agenti. Il sito deve rafforzare il canale che funziona o aprirne uno nuovo: sono due progetti diversi.
4. Cosa deve fare il visitatore prima di andarsene?
Telefonare, compilare un modulo, scaricare un catalogo, prenotare, acquistare. Questa è l’azione attorno a cui si progetta tutto il resto.
5. Quanto vale per voi un nuovo cliente?
È il dato che rende il preventivo valutabile. Con una commessa media da 5.000 € un sito da 4.000 € si ripaga con un cliente; con uno scontrino medio da 30 € il calcolo è completamente diverso.
6. Chi sono i vostri tre concorrenti principali online?
Non necessariamente quelli che considerate vostri concorrenti diretti, ma quelli che occupano le prime posizioni su Google per le ricerche che vi interessano.
7. Che contenuti avete già e quali mancano?
Testi, foto professionali, video, cataloghi, certificazioni, referenze. Fate un inventario onesto: è la voce che più influenza tempi e costi.
8. Chi aggiornerà il sito, e quanto spesso?
Se nessuno internamente ha tempo, un CMS complesso è inutile e serve un contratto di aggiornamento. Se invece pubblicherete due articoli al mese, la gestione dei contenuti va progettata bene.
9. Il sito deve dialogare con altri sistemi?
Gestionale, CRM, magazzino, sistema di prenotazione, fatturazione elettronica, newsletter. È la domanda che sposta di più il preventivo, e va posta all’inizio, non a sviluppo avviato.
10. Qual è il budget disponibile e entro quando dovrebbe essere online il sito?
Dichiararlo non vi fa spendere di più: fa sì che il fornitore progetti la soluzione migliore dentro quel limite invece di indovinare. Se non avete un numero, ditene uno di massima e una soglia oltre la quale non andrete.
Parte 2 — Le dieci domande da fare al fornitore
Non abbiate timore di fare domande: un professionista serio non le considererà una perdita di tempo, ma il punto di partenza per un progetto ben impostato. Più un preventivo è dettagliato e trasparente, minori saranno le possibilità di equivoci durante lo sviluppo del sito. Le domande che seguono vi aiuteranno a valutare non solo il prezzo, ma anche il metodo di lavoro, l’organizzazione e l’affidabilità del fornitore.
11. Cosa comprende esattamente il preventivo, voce per voce?
Tecnologia utilizzata, numero di pagine, progettazione grafica, sviluppo, contenuti, ottimizzazione SEO, configurazione di Analytics, formazione, test pre-lancio, messa online e tutto ciò che è compreso nel progetto. Un preventivo che riporta solo un importo finale, senza dettagliare le attività incluse, è molto difficile da confrontare con altri.
12. Chi lavorerà al progetto e chi sarà il mio referente?
Nomi delle persone e ruoli. Vale anche per il dopo pubblicazione.
13. Quante revisioni grafiche sono incluse?
E cosa succede oltre quel numero: tariffa oraria, forfait, rinegoziazione. Metterlo per iscritto evita la tensione più comune nei progetti web.
14. Chi scrive i testi e chi li ottimizza per i motori di ricerca?
Sono due attività distinte e spesso nessuna delle due è inclusa. Chiedetelo esplicitamente.
15. Il design è progettato su misura o adattato da un tema?
Entrambe le risposte possono andare bene: quello che non deve succedere è pagare il primo e ricevere il secondo.
16. Di chi saranno dominio, hosting e codice sorgente del sito?
La risposta corretta è: vostri. Il dominio intestato alla vostra azienda, gli accessi consegnati, il codice disponibile. È il punto su cui vediamo più clienti bloccati quando cambiano fornitore.
17. Cosa succede dopo la pubblicazione?
Periodo di garanzia sui bug, aggiornamenti, backup, sicurezza, tempi di risposta in caso di problema, costo degli interventi extra. Chiedete anche cosa non è coperto.
18. Come capiremo, tra sei mesi, se il sito sta funzionando?
Analytics configurato, obiettivi di conversione tracciati, un report periodico. Senza misurazione, tra un anno non saprete se il sito ha funzionato — e non potrete migliorarlo.
19. Quali sono i tempi e cosa serve da parte mia per rispettarli?
La seconda metà della domanda è la più importante. Un fornitore serio vi dirà esattamente quali materiali servono e entro quando.
20. Potete indicarmi uno o due clienti per cui avete fatto un progetto simile?
Se la risposta è sì e i riferimenti arrivano in fretta è un ottimo segnale.
Come confrontare i preventivi che riceverete
Costruite una tabella mentale su cinque righe: perimetro (cosa è compreso), tempi, chi fa i contenuti, cosa succede dopo, proprietà di dominio e codice. Il prezzo è la sesta riga, non la prima. Vi accorgerete che i preventivi apparentemente incomparabili si ordinano da soli, e che quello più economico spesso lo era perché comprendeva meno cose.
Un preventivo non è un prezzo: è la descrizione di un progetto, con un prezzo in fondo. Se la descrizione manca, il prezzo non significa nulla.
Se volete arrivare al confronto già con un ordine di grandezza in mano, il nostro configuratore di preventivo online vi fa esattamente queste domande e restituisce una stima ragionata. E se preferite ragionarci a voce, scriveteci: la prima conversazione è fatta di domande, non di listini.