Il preventivo di realizzazione è la parte visibile della spesa: un numero, una data di consegna, un sito online. Quello che quasi nessuno mette a bilancio, almeno all'inizio, è l'altra metà del conto: i costi ricorrenti che partono il giorno dopo la pubblicazione e non si fermano più.
Nella grande maggioranza dei casi si tratta di voci singolarmente piccole. Il problema non è quanto costano, ma quando vengono scoperte: alla prima fattura di rinnovo, invece che in fase di budget.
Qui sotto trovate tutte le voci che compongono il costo di gestione di un sito web, con le cifre di riferimento del mercato italiano aggiornate per il 2026 e l'indicazione di quali sono obbligatorie e quali dipendono da come usate il sito.
Quanto costa mantenere un sito web: il quadro in sintesi
Queste sono tutte le voci di spesa annue, con il costo indicativo e l'indicazione di quali non si possono evitare:
- Dominio — 10-40 € l'anno (oltre 100 € per alcune estensioni particolari). Obbligatorio.
- Hosting — 50-600 € l'anno. Obbligatorio.
- Certificato SSL — 0-150 € l'anno, di norma incluso nell'hosting. Obbligatorio.
- Manutenzione tecnica — 300-1.500 € l'anno. Obbligatoria di fatto su WordPress e sugli altri CMS open source.
- Modifiche e aggiornamento contenuti — 300-1.200 € l'anno. Dipende da chi se ne occupa.
- Email professionali — 25-80 € per casella l'anno. Dipende dall'uso che fate della posta.
- Licenze e plugin commerciali — 100-500 € l'anno. Dipende dalla tecnologia del sito.
- Servizi esterni — da poche decine di euro l'anno in su (newsletter, prenotazioni, chat, gestione cookie). Dipende dalle funzioni attive.
- SEO continuativa — da 200-400 € al mese. Facoltativa: è marketing, non gestione.
- Pubblicità online — budget variabile. Facoltativa: è marketing, non gestione.
Le voci obbligatorie
Dominio: 10-40 € l'anno
Un .it o un .com costano poche decine di euro l'anno. La cosa importante non è il prezzo ma l'intestazione: il dominio deve essere registrato a nome della vostra azienda, con i vostri contatti amministrativi. Se è intestato al fornitore, non è vostro — ed è uno dei problemi più fastidiosi da risolvere quando si cambia agenzia.
Attenzione anche all'estensione scelta: alcuni suffissi (per esempio .srl o .ai) hanno costi di registrazione e rinnovo molto più alti e possono superare i 100 € l'anno. Prima di registrare il dominio del nuovo sito, quindi, conviene chiedere al fornitore il costo effettivo del rinnovo, non solo quello del primo anno.
Il rinnovo del dominio è anche la scadenza da non mancare mai: se scade e non viene rinnovato entro il periodo di grazia, il sito e le email smettono di funzionare e il nome torna libero, registrabile da chiunque — comprese le società specializzate nel rivenderlo a caro prezzo al legittimo proprietario.
Hosting: da 50 a 600 € l'anno
La forbice riflette differenze reali di servizio, non semplici politiche commerciali.
- Hosting ultra-economico (30-60 € l'anno). Costa poco perché sullo stesso server vengono ospitati centinaia o migliaia di siti che si contendono le stesse risorse: basta che un "vicino di casa" abbia un picco di traffico perché il vostro sito rallenti. In genere significa anche nessuna risorsa garantita, backup automatici assenti o non ripristinabili in autonomia, versioni di PHP e database aggiornate in ritardo, assistenza solo via ticket e spesso non in italiano. È la scelta che costa meno finché tutto funziona, e che si rivela la più cara il giorno in cui qualcosa si rompe.
- Hosting condiviso di buona qualità (100-150 € l'anno). Va benissimo per un sito vetrina con poche visite: risorse ragionevoli, backup gestiti, sistemi anti-malware e anti-intrusione, assistenza in italiano raggiungibile e tempestiva.
- Hosting professionale (200-600 € l'anno). Risorse dedicate, backup automatici e verificati, ambiente di staging, supporto in italiano. È la scelta corretta per un e-commerce o per qualunque sito da cui dipende una parte del fatturato.
Il risparmio sull'hosting è quello che si paga più caro: si traduce in pagine lente, che significano meno conversioni e un peggior posizionamento su Google. Prima di scegliere in base al prezzo (che non è mai un buon criterio di scelta esclusivo), verificate risorse garantite, politica di backup e tempi di risposta dell'assistenza. Trovate i nostri criteri nella pagina dedicata a hosting e domini.
Certificato SSL: 0-150 € l'anno
Per la maggior parte dei siti è incluso gratuitamente nell'hosting ed è più che sufficiente: agli occhi di Google e del browser un certificato gratuito e uno a pagamento proteggono la connessione allo stesso modo. I certificati a pagamento hanno senso solo in casi specifici, come la validazione estesa o particolari requisiti aziendali e assicurativi.
Manutenzione tecnica: 300-1.500 € l'anno
È la voce più variabile e la più importante. Comprende aggiornamenti del CMS e dei componenti, monitoraggio, backup verificati, controlli di sicurezza e correzione dei malfunzionamenti. Per un sito vetrina su WordPress si parla di 300-600 € l'anno; per un e-commerce, dove un'ora di fermo è fatturato perso, si sale a 800-1.500 € e oltre.
Se il vostro sito è basato su WordPress — o su qualunque altro CMS open source — la manutenzione non è una voce facoltativa: è un costo obbligatorio. Il motivo è strutturale. Il codice di questi sistemi è pubblico, e pubbliche sono anche le vulnerabilità che vengono scoperte nei plugin e nei temi: nel momento in cui una falla viene divulgata, esistono bot che scansionano la rete alla ricerca di siti che non hanno ancora installato la correzione. La quasi totalità dei siti WordPress compromessi non è stata "attaccata" da qualcuno in particolare, è semplicemente stata trovata da una scansione automatica mentre girava con un componente non aggiornato. Aggiornare con regolarità è l'unico modo per stare fuori da quell'elenco.
Purtroppo la manutenzione è la voce che più spesso viene tagliata per prima, ed è un errore: un sito non aggiornato per due anni non è "un sito che ha risparmiato", è un sito che verrà compromesso o che si romperà al primo aggiornamento obbligato di sistema.
Le voci che dipendono da come usate il sito
- Modifiche e piccoli aggiornamenti: 300-1.200 € l'anno. Nuove pagine, aggiornamento dei listini, modifiche ai contenuti. Se le fate voi dal pannello di amministrazione, il costo è il vostro tempo; altrimenti va concordato in anticipo con la web agency, meglio a forfait annuale che a chiamata.
- Email professionali: 25-80 € per casella l'anno. Le caselle incluse nell'hosting funzionano, ma offrono meno garanzie sulla consegna e sull'archiviazione. Se usate la posta per lavorare — preventivi, ordini, conferme — affidarsi alle caselle base comprese nel pacchetto è un rischio sproporzionato al risparmio: quanto vi costerebbe un solo preventivo finito nello spam?
- Licenze e plugin: 100-500 € l'anno. Riguarda i siti WordPress con componenti commerciali (multilingua, backup avanzati, moduli, sicurezza). Sono rinnovi annuali: senza rinnovo i plugin continuano a funzionare, ma smettono di ricevere aggiornamenti — e tornano al punto del paragrafo precedente.
- Servizi esterni: da poche decine di euro l'anno in su. Newsletter, sistema di prenotazione, chat, gestore dei consensi cookie: ognuno con il suo canone. Sommati fanno una cifra che conviene tenere sotto controllo una volta l'anno, eliminando quelli che non usate più.
- SEO continuativa: da 200-400 € al mese in su. Serve a chi vuole crescere sulla ricerca organica. Non è manutenzione, è marketing: va valutata con logiche di ritorno sull'investimento, non di sopravvivenza del sito.
- Pubblicità online: budget campagne più gestione. Voce a sé, completamente indipendente dal sito. Se volete risultati in tempi brevi è una spesa da mettere in conto fin dall'inizio.
Tre scenari realistici di costo annuo
Sito vetrina di una PMI, poche modifiche l'anno
Dominio, hosting condiviso di qualità, manutenzione base e qualche modifica: circa 400-800 € l'anno. È il caso più comune ed è anche la cifra più spesso sottostimata al momento del preventivo iniziale.
Sito aziendale attivo, con blog e aggiornamenti frequenti
Hosting più solido, manutenzione strutturata, modifiche regolari e qualche licenza: circa 1.200-2.500 € l'anno, esclusa la SEO continuativa.
E-commerce
Hosting dimensionato, manutenzione prioritaria, licenze, integrazioni e monitoraggio: da 1.500 a 5.000 € l'anno, senza contare le commissioni sui pagamenti e il budget pubblicitario.
Una regola pratica che funziona bene: mettete a budget ogni anno tra il 15 e il 25% del costo di realizzazione per la gestione. È l'ordine di grandezza che nella pratica tiene un sito in salute.
Cosa succede se non spendete nulla
Non succede niente. Per un po'.
- Dopo 6-12 mesi: su un sito WordPress o basato su un altro CMS iniziano a comparire componenti non aggiornati, le prime incompatibilità e qualche funzione che smette di funzionare senza che nessuno se ne accorga — tipicamente il modulo di contatto (e le richieste dei clienti smettono di arrivare).
- Dopo 1-2 anni: vulnerabilità note e non corrette, rischio concreto di compromissione, versione di PHP non più supportata dall'hosting.
- Dopo 2-3 anni: il sito è tecnicamente fermo, il posizionamento scivola e l'intervento necessario non è più manutenzione ma rifacimento — con un costo dieci volte superiore a quello risparmiato.
I segnali di questo percorso sono elencati uno per uno in i 10 segnali che indicano che è il momento di rifare il sito.
Come tenere sotto controllo i costi (senza rischiare)
- Chiedete un contratto di manutenzione scritto, con l'elenco di cosa è compreso, la frequenza degli interventi e i tempi di risposta garantiti. Un forfait annuale è quasi sempre più conveniente degli interventi a chiamata.
- Riducete le dipendenze. Ogni plugin commerciale è un rinnovo annuale e un potenziale punto di rottura. Su WordPress avere 50 plugin attivi di cui solo 20 realmente utili è un errore doppio: economico, perché pagate rinnovi inutili, e funzionale, perché ogni componente in più è una superficie di attacco e un rischio di conflitto in fase di aggiornamento.
- Verificate i backup, non date per scontato che esistano. Un backup mai testato è una speranza, non una garanzia. Chiedete dove sono conservati, ogni quanto vengono creati e in quanto tempo si ripristina il sito.
- Fate un inventario una volta l'anno. Canoni di servizi esterni, licenze e caselle email si accumulano senza che nessuno li rimetta in discussione: mezz'ora di verifica annuale è il modo più semplice per smettere di pagare quello che non usate più.
- Non risparmiate su hosting e manutenzione. Sono la parte assicurativa della spesa: sembrano un costo inutile finché non serve, e nel momento in cui serve fanno la differenza tra un problema e un disastro. Se dovete tagliare, tagliate altrove.
Cosa gestire da soli (e cosa conviene delegare)
Aggiornare testi, prezzi e immagini dal pannello di amministrazione è alla portata di chiunque dopo un'ora di formazione. Delegare queste attività a un partner esterno è una comodità, non una necessità: se l'obiettivo è contenere i costi, gestire internamente l'aggiornamento dei contenuti è una valida opzione, e vi permette anche di reagire più in fretta quando c'è da correggere un prezzo o pubblicare una notizia.
Restano invece da affidare a un professionista gli aggiornamenti tecnici, i backup e la sicurezza, che sono un'altra cosa rispetto alla gestione dei contenuti. In quest'ambito un errore o una semplice svista possono costare cari, e la garanzia che le cose vengano fatte a regola d'arte vale molto più della cifra che si risparmierebbe facendole da soli.
Il sito non è un acquisto: è un impianto. Ha un costo di installazione e un costo di esercizio, e chi mette a budget solo il primo prima o poi paga due volte.
Se volete capire quanto costa mantenere il sito che avete, o mettere a budget correttamente quello che state per realizzare, scriveteci: vi diciamo cosa serve davvero nel vostro caso e cosa potete tranquillamente evitare. Per il costo di realizzazione, invece, trovate la guida completa ai prezzi per realizzare un sito web e il configuratore di preventivo online.